Consulenza per ispezioni e verifiche fiscali.


La politicha fiscale di quest'ultimi anni, ha stretto la morsa su controlli, verifiche ed ispezioni da parte di militari della Giardia di Finanza ed impiegati dell'Amministrazione pubblica ( Agenzia delle entrate, Siae etc..), agli enti non commercilai.

Questa procedura è gistificata dalla prevenzione e contrasto all'evasione fiscale. Quondo il Ministero dell' Economia e delle Finanze, emette annualmente l'atto d'indirizo  per il conseguimento degli obbiettivi di politica fiscale di cui l'Amministrazione finanziaria deve tener conto; queste ultime (GdF. A.E. Siae) pubblicano delle prorpie circolari ( vedi ad esempio ultima circolare Agenzia entrate), di indirizzo dalle quali si evincono i modus operandi dei controlli fiscali.

Su molti siti web, che approfondiscono la problematica, si legge che la colpa di tutto ciò è da attribbuire a tutti coloro che aprono enti no profit per assicurarsi agevolazioni fiscali particolari, ed invece celano vere e prorpie attività commerciali.

In parte è vero, ed in parte No!

Non sempre gli organi preposti ai controlli ed ispezioni, durante una verifica si trovano al cospetto dei cosidetti "furbetti"
.
La normativa del no profit, almeno nel nostro Paese, è molto complessa. Se non gestita bene, causa errori tecnici anche da parte di chi è onesto e non è certamente un evasore o elusore fiscale.
Ma la legge, si sa, non ammette ignoranza.


Una cosa che si elude negli articoli e negli aprofondimenti che trattano il problema, e un informazione corretta dello stesso.
E' bene sapere che il Ministero detta un budget economico di recupero fiscale che deve essere rispettato dagli organi di controllo.
Quindi capita che il Ministero dica (in base a delle logiche), che per un determinato triennio, le Amministrazioni debbano recuperare x milioni di euro per far fronte alle casse dello Stato.
Nel calderone pertanto, ci finisce anche chi ha commesso errori tecnici di natura gestionale ed in buona fede.

E' importante sapere che  l'Agenzia delle Entrate è in possesso di un applicativo informatico denominato "Terzo settore" che consente di  effettuare una mappature di tutti gli enti non profit presenti nel territorio di competenza. Tale applicativo incorciando i dati fa emergere elementi di rischio, su cui poi scattano i controlli. (circolare A.E. 25/E del 2013).

Basta quindi, che gli amministratori dell' ente risultino non avre un regolare lavoro, un lavoro cioè dove non risulta una dichiarazione dei redditi; ed ecco che si presume che gli stesi traggano profitto dall'ente non commerciale.


Sebbene tutte le circolari sanciscono di evitare di perseguire le situazioni di minima rilevanza, tutti gli enti non profit possono essere sogetti a controlli, ma in particolar modo l'attività ispettiva si sofferma su:

  • Somministrazioni di alimenti e bevande da parte di ristoranti, bar, pub, pizzerie mascherati da associazioni culturali.
  • Enti affiliati ad associaizoni di promozione sociale.
  • Organizzazione di viaggi e soggiorni turistici da parte di circoli culturali
  • Le O.N.L.U.S.
  • Le cooperative sociali
  • Le organizzazioni di volontariato


    La consulenza proposta mira a:

    • VERIFICARE SE CI SONO ELEMENTI DI RISCHIO.
    • REGOLARE SVOLGIMENTO DEGLI ACCESSI.
    • SEGUIRE PASSO PASSO TUTTO L' ITER DEI CONTROLLI FISCALI ANCHE CON LA LETTURA DEI DIVERSI PVG (Processi verbale giornalieri) e PVC (Processo verbale di chiusura).
    • VERIFICA DEGLI ELEMENTI DI CONTESTAZIONE.
    • PREPARAZIONE DELLE MEMORIE DIFENSIVE.