DUE PER MILLE ALLE ASSOCIAZIONI CULTURALI, COME FARE


PINTO CONSULENZE Consulenze per associazione ed enti no profit. Consulenze artistiche

 

di Pio Pinto

La Legge di Stabilità 2016, al comma 985, ha predisposto la possibilità di destinare il due per mille dell’Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche), a favore di un’associazione culturale.

 

Ogni contribuente, che quest’anno (2016), si troverà a presentare la propria dichiarazione dei redditi relativa all’anno precedente, potrà, con una procedura abbastanza semplice, destinare parte dell’imposta a sodalizzi culturali, iscritti in un apposito elenco istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.

 

Fatto sta, che il decreto attuativo che doveva essere emanato dal Presidente Renzi, entro trena giorni dell’entrata in vigore della legge (30 gennaio 2016), a tutt’oggi (febbraio 2016), risulta assente. Tale decreto, infatti, stabilisce i requisiti e i criteri per l'iscrizione delle associazioni nell'elenco, e le cause e le modalità di revoca o di decadenza.    

 

Nell’attesa che il Presidente del Consiglio, abbia il tempo di rispettare l’impegno, con la stesa velocità con cui è stato emanato quello per la destinazione del due per mille ai partiti politici, vediamo qual’è la prassi che il contribuente deve seguire, per destinare il beneficio alle associazioni culturali.

 

Il modello 730-1 e la prima pagina del modello Unico per le persone fisiche, consentono di attuare tale volontà del contribuente.

 

Anche chi è esonerato dalla presentazione della dichiarazione, può farlo, utilizzando l’apposita scheda allegata allo schema di certificazione 2016 o al modello Unico persone fisiche 2015.

Per esprimere la volontà, basta apporre la propria firma nel riquadro presente nella scheda, indicando il codice fiscale dell’associazione beneficiaria.

 

Vediamo adesso le varianti.

I contribuenti che presentano la dichiarazione al proprio sostituto d’imposta, devono consegnare contestualmente il modello 730-1 in busta chiusa. La scheda va consegnata anche qualora non si attui nessuna scelta, indicando il codice fiscale e i dati anagrafici.

 

In caso di dichiarazione congiunta, devono essere inserite le scede in un’unica busta, sulla quale riportare i dati del dichiarante.

 

I sostituti d’imposta, che hanno ricevuto le schede con l’espressa volontà del contribuente, devono consegnarla a:

1.     Ufficio Postale,

2.     Soggetto incaricato per la trasmissione telematica (Caf o professionista abilitato).

 

Il Caf o il professionista abilitato prendono atto delle volontà, e le trasmettono all’Amministrazione finanziaria, inserendole nel campo “Messaggi” del modello 730-3, che deve essere consegnato al contribuente.

 

Nel caso di modello 730 precompilato, il contribuente deve compilare anche il Modello 730-1, pure se non esprime nessuna scelta, presentandolo in seguito, all’Agenzia delle Entrate, attraverso il sito web.