IL CONSIGLIO DI STATO AFFERMA CHE LE ASSOCIAZIONI DI VOLONTARIATO POSSONO PARTECIPARE ALLE GARE D'APPALTO


PINTO CONSULENZE. Consulenze per associazioni ed enti no profit. Consulenze artistiche.

 

di Pio Pinto

La sentenza n. 116 del 15 gennaio 2016 del Consiglio di Stato, ha affermato che anche le associazioni di volontariato possono partecipare alle gare pubbliche.

 

 

La controversia nasce dal ricorso proposto dalla “Confraternita di Misericordia” di Caivano (NA), contro l’ Asl Na 4, che aveva bandito una gara d’appalto per il trasporto infermi – Servizio 118 - sui territori di: Casalnuovo, Sant’Anastasia, Volla e Poggiomarino; paesi sempre in provincia di Napoli.

 

 

L’ Asl, dopo la consegna della documentazione richiesta dalla gara d’appalto, comunicava all’associazione che, nel frattempo, con delibera 6.10.2006 n.1266 aveva rettificato il bando e gli atti connessi, nella parte in cui consentiva la partecipazione alla gara anche delle Associazioni di volontariato, per cui non ammetteva alle successive fasi di gara la Confraternita di Misericordia di Caivano, in quanto proprio  Associazione di volontariato.

 

 

A questo punto l’OdV ricorreva presso il TAR, per annullare la delibera di rettifica dell’Asl.

Ma il Tribunale Amministrativo Regionale dichiarava il ricorso proposto infondato.

 

 

Pertanto la Confraternita di Misericordia ricorreva al Consiglio di Stato.

 

 

Il collegio giudicante ha infatti rilevato che, secondo la direttiva CE n.18/2004 e la sentenza  della Corte di Giustizia - CGE 23.12.2009, causa C-305/08 - la cognizione comunitaria di imprenditore non presuppone la coesistenza dello scopo di lucro dell’impresa, per cui “l’assenza di fine di lucro non è di per sé ostativa della partecipazione ad appalti pubblici. Quanto, in particolare, alle associazioni di volontariato, ad esse non è precluso partecipare agli appalti, ove si consideri che la legge quadro sul volontariato, nell’elencare le entrate di tali associazioni, menziona anche le entrate derivanti da attività commerciali o produttive svolte a latere, con ciò riconoscendo la capacità di svolgere attività di impresa. Esse possono essere ammesse alle gare pubbliche quali “imprese sociali“, a cui il d.lg. 24 marzo 2006 n. 155 ha riconosciuto la legittimazione ad esercitare in via stabile e principale un’attività economica organizzata per la produzione e lo scambio di beni o di servizi di utilità sociale, diretta a realizzare finalità d’interesse generale, anche se non lucrativa”.

 

 

Inoltre, come fa rilevare il Collegio, l’ imprenditore è un “operatore economico” come sancito nel D.L.vo n.163/2006, senza dare ulteriori specificazioni.

 

 

Pertanto avendo l’associazione i requisiti per partecipare alla gara, aveva interessa a ricorrere sia per la rettifica del bando, sia per l’esclusione alla gara.  

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