I SOCI DI UN' ASSOCIAZIONE SONO SOCI A VITA?


PINTO CONSULENZE Consulenze per associazioni ed enti no profit. Consulenze artistiche

 

di Pio Pinto

Mi sono imbattuto in alcuni articoli realizzati da persone che si dicono consulenti associativi e del non profit, i quali affermano che la norma contenuta negli statuti la quale prevede la perdita della qualifica di socio  per morosità o per mancato pagamento della quota associativa, è illegittima. Tale norma non troverebbe nessun riferimento normativo, disconosce i principi di democraticità di un’associazione, e addirittura, per il Legislatore, si è soci di un’ “associazione a vita”.   A questo punto consigliano a tutti coloro che all’interno dei propri statui contengono questa norma, a modificarli ovviamente facendosi seguire da loro.

 

NON FATELO E’ UNA SPESA INUTILE!

 

In realtà mi è capitato di seguire un caso si accertamento fiscale, dove i verificatori dell’Agenzia delle Entrate contestavano ad un’ associazione proprio questo falso principio…: “i soci di un’ associazione sono soci a vita indipendentemente dal versamento della quota associativa”. Questa è solo una presunzione e vi spiego perché, ma per farlo dobbiamo risalire ad alcuni riferimenti normativi dettati proprio dal Legislatore.

 

Partiamo dall’ ABC.

La quota associativa è il versamento economico che il socio annualmente si impegna a versare nelle casse dell’associazione, perché questa abbia i necessari fondi per conseguire lo scopo sociale.

 

Se si leggesse bene questo concetto capendo fino in fondo il suo significato, non ci sarebbe bisogno di altre spiegazioni. Ma fortunatamente ci sono articoli del c.c. e del TUIR che sostengono quanto appena affermato.

 

Ma adiamo per gradi.

1) L’associazione è un contratto (è cioè un accordo tra due o più parti per costituire, regolare od estinguere un rapporto giuridico)- Libro Quarto al titolo II articoli 1321 – 1469

2) L’associazione è un contratto con una struttura aperta (l’aggiunta, il recesso o l’esclusione di soci non comporta lo scioglimento del vincolo contrattuale).

3) L’associazione genera un’organizzazione (l’associazione deve avere un’organizzazione di base articolata su assemblea, Consiglio Direttivo e Presidente).

4) L’associazione è un contratto con comunione di scopo (i soci si obbligano l’un con l’altro per il conseguimento di uno scopo comune).

 

Essendo un contratto la cui natura si instaura con la stesura dell’ Atto Costitutivo e dello Statuto, tutti i soci tutti  devono rispettare le norme contrattuali – art 1327 del codice civile il quale stabilisce: “Il contratto ha forza di legge tra le parti”.

 

Ma non solo

·         I soci non possono essere obbligati a svolgere attività non previste nel contratto.

·         I soci non possono essere obbligati a rimanere nell’associazione.

·         Nessun socio ha diritto a rimanere nell’associazione se non rispetta gli obblighi contrattuali.

·         Gli aspiranti aderenti all’associazione non hanno un diritto loro riconosciuto ad essere soci.

·         Tutti i soci hanno parità di diritti e di doveri.

·         Le decisioni che obbligano l’associazione devono essere prese collegialmente.

·         Gli organi dell’associazione devono rispettare le norme di statuto.

·         Gli organi sociali devono operare democraticamente.

·         L’associazione non può svolgere attività dirette a non conseguire gli scopi sociali.

 

Pertanto alla luce di quanto previsto da questa norma di legge, tutti i soci hanno l’obbligo di:

·         Rispettare i principi e le norme dello statuto associativo e degli eventuali regolamenti interni.

·         Partecipare alla vita associativa nelle modalità previste dallo statuto e dagli eventuali regolamenti. interni e collaborare per il perseguimento dello scopo sociale.

·         Rispettare quanto deliberato dagli Organi associativi.

·         Tenere un comportamento che non rechi danno all’associazione.

·         Pagare, se prevista, la quota associativa annua deliberata eventualmente dall’assemblea dei Soci o dal Consiglio Direttivo.

·         Il mancato rispetto di questi doveri comporta, in genere, l’esclusione del socio dalla compagine sociale.   

 

Proprio perché nelle associazioni esiste il principio di democraticità, che tra le altre cose dichiara che tutti i soci hanno uguali diritti e uguali doveri, a questo punto si discerne che la quota associativa deve essere uguale per tutti, e versata da tutti!

 

L’ articolo 148 del TUIR ( Testo Unico Imposte Reddito), a cui tutti gli statuti devono attenersi, sancisce tra l’altro la disciplina uniforme del rapporto associativo per tutti i soci – Tutti i soci hanno uguali diritti ed uguali doveri.  

 

Pertanto siccome per i precedenti riferimenti di legge, ossia:

1.      I soci devono rispettare il contratto associativo

2.      I soci non possono essere obbligati a rimanere nell’associazione

3.      Nessun socio ha diritto di rimanere nell’associazione se non rispetta gli obblighi contrattuali ( Norme dello Statuto,  principio di uguaglianza tra soci, principio di democraticità).

4.      I soci devono rispettare quanto deliberato dagli organi associativi

ed altro….

se ne riconosce che qualora un socio non versi la quota associativa, non può essere ritenuto alla pari degli altri facendo decadere il principio di uguaglianza tra associati, e il non versamento quota può ipotizzare la  volontà del socio di non  appartenere più alla compagnia associativa; in quanto proprio il suo versamento conferma la volontà dell’associato.   

 

È anche vero che le associazioni nascono per scopi ideali e non economici. Ma l’economicità non è riferita alla quota associativa, in quanto lo stesso Legislatore la considera patrimonio economico associativo non soggetto ad imposte fiscali.

 

Tuttavia  la legge non prevede che la qualità di socio dipenda necessariamente dal pagamento della quota associativa. In definitiva, la problematica relativa alla necessità di pagamento della quota associativa, è demandata agli accordi tra i soci così come vengono manifestati all’interno dello statuto associativo.

 

Vale a dire che solo se all’interno dello statuto è sancito che la qualità di socio si perde per mancato versamento della quota associativa annuale, questa norma prende validità.

 

Pertanto  la presunzione che il socio è socio a vita è solo una bufala.

 

In seguito spiegherò come escludere un socio senza contestazioni del fisco.